Natale, tempo di regali…

Eh, regali, regali… regali sì, ma c’è la crisi… insomma, festeggiare degnamente il periodo dell’anno consacrato allo scambio di doni diventa sempre più difficile.

Eppure, ci sono dei regali che sarebbe bene fare, sempre e comunque. In fondo non sono troppo impegnativi: richiedono solo un po’ di tempo, poco denaro e in cambio tanta soddisfazione.

Quest’anno ho deciso di donare parte della mia esigua tredicesima (che ancora non ho incassato, ovviamente, quindi per ora sono “sotto”…) a due fondazioni.

La prima è quella che fa si che io possa usare il mio pc, che possa usare internet e che mio fratello abbia un cellulare con android. È la FSF. Un pugno di dollari per il grande Stallman e compagnia.

L’e-mail di risposta mi ha fatto pensare:

Dear Andrea Correani,

Thank you very much for your donation of $100.00, made on 2011-11-28, we really appreciate it!

Supporters like you make it possible for us to continue promoting, protecting and developing free software. We absolutely couldn’t do it without you.

The Free Software Foundation is a 501(c)(3) nonprofit organization, so your contribution is tax deductible in the USA. Our Tax ID is 042-888-848. No goods or services were received in return for this donation.

Thanks again for your support! If you have any questions about this transaction, please contact us at (…)

Sincerely, Jeanne Rasata Free Software Foundation Phone: (617)542-5942 51 Franklin Street, 5th Fl. Fax: (617)542-2652 Boston, MA 02110-1301 USA

Se vivessimo in un Paese civile, anche da noi questo tipo di donazione sarebbe deducibile.

La seconda, l’ho fatta a wikipedia. Avete letto gli appelli presenti in questi giorni, vero? Beh, è vero: non passa mese, forse settimana, in cui non faccia una ricerca sulla più importante enciclopedia del globo. E allora ecco che altri 75 euroni sono andati a questa fondazione.

Anche l’e-mail di risposta di wikipedia mi ha colpito, ma per un altro motivo:

Gentile Andrea,

Sei grande! Grazie davvero per aver donato alla Wikimedia Foundation!

È in questo modo che paghiamo le bollette: grazie a persone come te che donano cinque, venti, cento dollari. La mia donazione preferita dell’anno scorso è stata quella di una bambina dall’Inghilterra, che aveva convinto i genitori a lasciarla donare la propria paghetta di cinque sterline. È gente come te, partecipando come quella ragazzina, che rende possibile per Wikipedia continuare a fornire un accesso libero e semplice a informazioni imparziali per ciascuno in tutto il mondo: sia per coloro che aiutano a pagarla, sia per chi non può permettersi di aiutarla. Un grande ringraziamento!

So che è facile ignorare i nostri appelli: sono contento che tu non lo abbia fatto. Da me e dalle decine di migliaia di volontari che scrivono Wikipedia: grazie per averci aiutato a rendere il mondo un luogo migliore. Useremo il tuo denaro con cura, e ti ringrazio di nuovo per la fiducia che hai riposto in noi.

Grazie,

Sue Gardner
Direttore Esecutivo della Wikimedia Foundation

Per tua archiviazione: la tua donazione del 2011-11-28 è stata di EUR 75.

Questa lettera può servire come prova della donazione. Nè beni nè servizi sono stati forniti, in tutto o in parte, per questo contributo. La Wikimedia Foundation, Inc. è una società di beneficenza no-profit che gode quindi della 501(c)(3) che dà diritto all’esenzione fiscale della donazione per i residenti negli Stati Uniti. Il nostro indirizzo è 149 New Montgomery, 3rd Floor, San Francisco, CA, 94105. U.S. Numero per l’esenzione fiscale: 20-0049703

Sarà vera la storia della bambina? ;)

E voi cosa aspettate? Magari non a queste due: trovate qualche fondazione o organizzazione che vi sta simpatica (magari qualche progetto che usate “a gratis”: GIMP, Inkscape, Gnome, Linux Foundation,… insomma, ce ne sono a bizzeffe, e qualcuno ne sfruttate  sicuramente, sia che usiate GNU/Linux, BSD, Solaris, Windows, Commodore 64, Vic20, o persino Mac).

Donate gente, ché il futuro è anche nostro e si costruisce così!

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Convertire file Raw in JPG

Questa volta si parla di conversione.

Non so a voi, ma a me capita spesso di fare foto in raw, che, almeno dal mio punto di vista, in questo formato non sono facilmente gestibili: su xfce (lxde, openbox, ecc) le anteprime non si vedono; se c’è da portarle a casa di qualche amico dieci foto pesano dieci mega e probabilmente pochi riescono a visualizzarle; lavorarle una ad una è una palla micidiale quando magari con un’impostazione singola si potrebbero avere cento foto già pronte per la stampa o la visualizzazione; ecc.

So che esiste, ad esempio, phatch, ma non mi sono mai trovato bene con quel programma.

Prima usavo uno scriptino bash per convertire un gruppo di foto, ma non era eccessivamente pratico, quindi mi sono deciso a preparare questo programmino.
Come lo script, il programma si basa su UFRaw, quindi preliminarmente deve essere installato questo.
È possibile sia utilizzare le impostazioni di default di UFRaw, sia alcuni parametri base, sia un file di configurazione (ricavato sempre da UFRaw: vedi Istruzioni).

Il programma è scritto in freepascal utilizzando Lazarus.
Per ora è compilato solo per GNU/Linux. Per windows sto provvedendo (magari per la settimana prossima…).
Sono ovviamente disponibili i sorgenti, per chiunque voglia apportare qualunque modifica. Magari però se modificate qualcosa mi farebbe piacere saperlo… e che facciate un riferimento al fesso che ha scritto queste quattro righe!

Chiunque voglia provarlo mi darebbe un grande aiuto.

Naturalmente sono ben accetti consigli, suggerimenti, applausi, ovazioni, sputazzi e insulti  Grin

Se poi ne sarò capace, lo modificherò secondo i consigli/suggerimenti ricevuti. Cheesy.

ATTENZIONE: RACCOMANDO VIVAMENTE DI FARE ALCUNE PROVE SU COPIE DI FILE RAW, NON SUGLI ORIGINALI!

Infine, dopo l’aggiornamento alla versione 0.2.1, inserisco il tempo di un paio di prove fatte:

  1. S.O.:          Windows XP Professional SP 3; 
    Processore:    Intel(R) Core(TM)2 Duo E6550 @2.33GHz; 
    RAM:           1.96 GB;
    Tempo (mm:ss): 2:42;
  2. S.O.:          Arch Linux - kernel 3.1.1-1-ck - i686; 
    Processore:    Intel(R) T2300 @1.66GHz; 
    RAM:           1003 MB;
    Tempo (mm:ss): 2:53;

Ecco i collegamenti per il download:
RawToImg per GNU/Linux
RawToImg per Windows
File Sorgenti

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GIMP – Il flusso di lavoro – Il Ridimensionamento

Benvenuti in questa nuova avvincente (bah!) puntata dedicata al flusso di lavoro in GIMP.

Vi avverto subito: questa è la parte più lunga, nella quale però sfrutteremo quanto detto nell’introduzione e prepareremo l’immagine per le lavorazioni successive. Verrà introdotto (per quei pochi che ancora non lo conoscessero) il concetto di interpolazione.

L’articolo è piuttosto lunghetto e corredato di qualche foto esplicativa. Ho preferito quindi non stare a riscrivere il tutto qui sul blog, tanto trovate la nuova versione del file pdf, nella sezione Download.

Buona lettura!

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GIMP – Il flusso di lavoro – Introduzione

Questo argomento è abbastanza delicato.
Discutendo di fotografia con diversa gente, mi sono accorto che moltissimi non hanno la più pallida idea di come si debba lavorare una foto.

Molti la stampano così come è stata scattata, molti non fanno altro che aumentare il contrasto e poi stampare. E anche chi riesce a fare alcuni passaggi corretti, alla fine si dimentica di un passo fondamentale (che vedremo più in là).

Ovviamente non si finisce mai di imparare e l’ambito di cui stiamo parlano, il fotoritocco, occuperebbe intere biblioteche, quindi è difficile che qualcuno sappia tutto quello che c’è da sapere. Tuttavia, a qualunque livello ci si trovi, ci sono una serie di passi da fare tali che, se fatti, si ottiene comunque un risultato già buono, che eventualmente può essere raffinato da elaborazioni più `specialistiche’ (tra le quali, in questo contesto, rientra ad esempio la correzione degli occhi rossi).

Cos’è il flusso di lavoro?

Breve introduzione

Il flusso di lavoro (workflow), in ogni ambito, è quella serie di ‘passi’ che fanno sì che dalla materia prima iniziale si arrivi al prodotto finale. Nel caso del fotoritocco, la materia prima corrisponde alla foto scattata, il prodotto finale alla foto da stampare.
Questo documento tratta di GIMP, ma in realtà i concetti valgono in generale, per qualunque programma di fotoritocco utilizzato.

Innanzitutto, supporremo di avere una foto di partenza già ‘pronta’. Ma se la foto è già pronta, cos’altro dovremmo farle? Ecco, questa è la domanda fondamentale.

Si tende a pensare che una foto appena scattata sia ‘già pronta’. Inutile dire che questo è un errore madornale. Ma non è pronta neanche quella foto che abbia subito quelle modifiche che tutti pensano necessarie.

Per ‘già pronta’ intendo una foto alla quale abbiamo già applicato tutte le correzioni opzionali, come correzione degli occhi rossi, raddrizzamento dell’orizzonte, eliminazione di parti ‘scomode’ (pali della luce, ecc.), ritaglio alle giuste proporzioni (Questo passaggio merita una menzione particolare, e anche se avrei voluto evitare di trattarlo, poi ho deciso di parlarne almeno per qualche riga.),  ecc.

Allora, quali sono questi passi fondamentali?
Sono fondamentalmente tre, ai quali, come dicevo, ho aggiunto il Ritaglio per maggior precisione:;

  1. Ritaglio e Ridimensionamento;
  2. Correzione dei livelli / delle curve
  3. Applicazione della Maschera di Contrasto.

A questi, in realtà, se ne aggiunge un altro preliminare a tutti: stabilire cosa vogliamo fare della nostra foto.

Dunque cominciamo.

Quale foto?

Le lavorazioni che descriverò saranno molto lunghe a parole, ma, una volta presa la mano, in molti casi saranno di breve durata temporale. Spesso, tuttavia, la lavorazione di una singola foto impiega un tempo piuttosto lungo, se si vogliono raggiungere certi risultati. Per questo ecco un paio di consigli preliminari:

  1. Partire dal file raw. Molte fotocamere (tutte le pro e semi-pro, e molte di quelle entry level, ormai) prevedono un formato raw affiancato al classico jpg. Il bello del jpg è che è già pronto. Il brutto è che le lavorazioni possibili sono molto poche [In realtà, questo vale per le lavorazioni iniziali (quello che si può fare con UFRaw, dcRaw, ecc, tanto per intenderci).
    Allo stadio cui ci occupiamo qui (GIMP), gran parte delle lavorazioni possibili su un RAW sono già consolidate in un jpg. Tuttavia cominciare con un buon file di partenza è sempre una buona abitudine. Inoltre, a parte le ovvie regolazioni impossibili da fare su un jpg, come la regolazione dell'esposizione e della curva base, un paio di lavorazioni eccellenti sul raw
    ma che io trovo meno efficaci sul jgp sono le classiche regolazioni di saturazione e contrasto];
  2. Non lavorare tutte le foto. Oggi, con le macchine digitali, è facile avere a che fare con centinaia se non migliaia di file. Se si fa una serie di foto al proprio figlio il giorno del suo primo compleanno, ci preoccuperemo poco della correttezza tecnica e molto del ricordo. Tuttavia qui si sta parlando di foto ‘da incorniciare’, per capirci. E in generale, in una serie di qualche centinaio di scatti, se ci va bene solo poche unità saranno buone foto.

A questo consiglio ne è legato un altro altrettanto importante:

  • Guardare le foto con occhio critico. Spesso si tende a sopravvalutare la bellezza di una nostra foto, ignorandone (coscentemente o no) i difetti: secchi dell’immondizia in primo piano, pali della luce che `spuntano’ dalla testa del soggetto fotografato, orizzonti storti come la torre di Pisa, ecc.
    Parte di questi problemi sono correggibili, altri no. Non abbiate nessuna paura di scartare le foto brutte. Se non ce n’è nessuna bella, non preoccupatevi: avrete imparato la lezione e la prossima volta andrà meglio.

Quindi, per riassumere: non cerchiamo di lavorare mille scatti, ma solo quelli che effettivamente riteniamo ‘buoni’.

Dove va a finire la nostra foto?

Innanzitutto, occorre capire cosa vogliamo farne della nostra foto.

Perché, non si può fare una lavorazione generica, buona per tutti gli usi?

La risposta breve è: no.

La risposta lunga è: certo. Si può semplicemente lavorare la foto rendendola genericamente ‘buona’. Tuttavia, avere già presente la sua destinazione aiuta molto nelle fasi finali della lavorazione.

Dunque un ulteriore consiglio è questo:

  • Salvare sempre una copia della lavorazione nel formato nativo di GIMP (xcf), in modo da poter sempre ‘ricominciare’ da dove si è interrotto, ed eventualmente ‘riciclare’ le lavorazioni buone già fatte e completarle per un supporto diverso. Sprecheremo un po’ di spazio su disco, ma ne guadagneremo in salute.

Vedremo più in là l’importanza di questo passaggio.
Per ora, ricordiamoci di pensare prima di agire! ;-)

Nella sezione download il pdf di questo post.

A presto per la parte relativa al ridimensionamento.

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Teoria dei colori

Orbene, ecco un argomento che in giro si trova spesso, ma spero di trattarlo in modo più elementare possibile, senza perdere eccessivamente di precisione.

Cosa sono i colori? Come accade che un oggetto ci appare rosso? Un oggetto rosso è proprio “rosso”?

Il pdf nella sezione download.

Informazioni più tecniche possono essere trovate, ad esempio:

Buon lavoro!

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Mutui a tasso fisso

Di cosa parliamo oggi?
Non è difficile intuirlo: basta leggere il titolo.

Ebbene, cosa ci sarà di nuovo sui mutui a tasso fisso? Non è già stato detto tutto e anche di più?
Si, ovviamente. Basta cercare in rete e si trovano tonnellate di roba sull’argomento.
Solo che non sono riuscito, finora, a trovare un sito o un blog che me li spiegasse per bene.

Se ci si pensa, non è proprio così ovvio: come si arriva a calcolare quella famosa rata costante che fa in modo che interessi e capitale cambino in continuazione ma in modo tale che si sommino creando un montante fisso? Sto parlando dell’ammortamento francese, ovviamente. Ma è di sicuro quello più utilizzato.

Ho purtroppo avuto una pessima esperienza in questo senso: neanche il direttore della “mia” banca (in realtà sono più io ad esser “suo” che non “lei” ad essere “mia”… mah, stranezze della lingua italiana…), neanche il direttore, dicevo, sapeva di preciso come si calcola un mutuo: aveva solo questa vaga accezione da primo della classe per cui “gli interessi sono calcolati sul capitale residuo”, ma non ha alcuna idea di come si calcola la singola rata. E questo ha fatto si che mi consigliasse un mutuo da far rizzare i capelli in testa (se li avessi).

Siccome non trovavo la risposta da nessuna parte, l’ho ricavata da me.
Non è così difficile, in realtà. Nella sezione download trovate un pdf dove viene descritto il procedimento di calcolo (in termini umani. Basta avere un po’ di conoscenza di matematica di base). Per il calcolo effettivo della rata, basta un banalissimo foglio di calcolo oppure una delle millemila applicazioni in giro per la rete.

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Il sangue di dio

Dio ha deciso di far morire un’altra persona.
Ma fin dove può arrivare l’imbecillità umana?

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